Alias awake craniotomy
Non si tratta semplicemente di un intervento neurochirurgico in anestesia locale. La peculiarità consiste nel cooperare con il paziente, mantenuto sveglio appositamente per indicarmi il miglior modo per operarlo. Identifico nel cervello le centraline chiave del movimento, della parola e di tutte le abilità indicatemi come vitali ai colloqui preliminari con il malato. L'idea potrà spaventare per la paura di soffrire: sfruttiamo in realtà a nostro favore l'assenza di recettori per il dolore all'interno del cervello. Riuscendo a localizzare e testare in tempo reale le varie funzioni, l'attraversamento e l'asportazione di aree anche critiche del cervello risultano fattibili con maggiore aggressività e minori rischi. Storicamente l'awake craniotomy era limitata ai gliomi di basso grado. Per mia personale esperienza l'indicazione — in casi ben selezionati — può estendersi ad altre patologie in area critica: meningioma ventricolare, angioma cavernoso in zona nobile e, più controverso, glioblastoma e metastasi cerebrale.
Ho consapevolezza in ogni momento di quanto possiamo spingerci
Puntiamo quando possibile oltre i limiti radiologici del tumore: asportazione sopramassimale


Quando l'awake surgery non è fattibile per le caratteristiche del paziente, o non necessaria per il tipo di malattia, la Neurochirurgia offre soluzioni meno spettacolari, ma non per questo meno sorprendenti. Le principali patologie con le quali ho a che fare in sala operatoria con il paziente addormentato:
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